Scriversi addosso

Ieri sera stavo leggendo Pamuk e questa frase mi si è incollata addosso:

Scrivo perché posso sopportare la realtà solo trasformandola. O.Pamuk

Ho dovuto chiudere il libro e aprire il quaderno che tengo sempre accanto a me. Quel quaderno è la mia coperta di Linus, mi aspetta sul comodino al mio risveglio, mi fa compagnia in borsa e mi dà la buonanotte.  Ci scrivo sempre, prendo appunti su ciò che mi circonda, ma soprattutto su ciò che mi accade dentro.

Per me scribacchiare è vitale. Sono quel che scrivo. Sempre. Ma non è detto che ciò che scrivo sia la verità. Ti sembra un concetto annodato? Beh, forse lo è. Ma se ti siedi qui accanto a me, cercherò di chiarirlo.

Quando si scrive per sé, senza pensare a un lettore, a un destinatario a un obiettivo – quando la scrittura è cioè espressione di anima e animus, ma non ha un fine professionale – si fissa un attimo, si cristallizza un’emozione che sarebbe svanita da lì a poco, ma che rimane immutata solo sulla carta. Quante volte, invece, le nostre idee e le nostre emozioni cambiano?

Quelle frasi, quelle parole sono la raffigurazione di una bolla di sapone. Presi come siamo a vivere in un acceleratore, stiamo perdendo la possibilità  di sentirci il polso del cuore e della pancia, di ascoltare voci interiori troppo spesso azzittite dai doveri. E il conto di questo ignorarci ci arriva sempre.

La successiva fase di rielaborazione e analisi di ciò che scriviamo ci aiuta a capire chi siamo, cosa ci è successo, a gioire delle nostre metamorfosi.

Scrivere aiuta a gestire le paure, ad analizzare le ferite per poi guarirle, a contenere il dolore e a indirizzare la gioia.  A volte un semplice quaderno non basta. Per essere efficace, l’autonarrazione necessità di essere guidata in modo consapevole.

Negli anni ho affinato le tecniche che ti proponiamo in questo laboratorio e che sono nate da studi teorici, pratica personale, professionale ed esperienziale. Nonostante questo, ogni volta l’emozione è unica, così come sono uniche e irripetibili le storie e i legami che si creano durante questo percorso, all’interno di un luogo protetto e sicuro.

Dalla mente al foglio passando per il cuore. Il percorso a volte sembra labirintico e si rischia di perdersi.

Nessun timore, ci siamo noi.

scriversi addosso

ARTICOLO A CURA DELLA DOTT.SSA VERONICA BARSOTTI, ANTROPOLOGA, AUTRICE, BLOGGER.

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Un pensiero su “Scriversi addosso

  1. Melina F. ha detto:

    Penso che trovare le parole, andare alla ricerca della parola giusta per dire quello che sentiamo sia l’unico modo per fare chiarezza, per mettere ordine e capire ciò che in altro modo non avrebbe senso. Scrivere è come svelarsi e scoprirsi per la prima volta. È come dire “io esisto e sono questo”.

    Mi piace

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