Scrivo Ergo Mi accetto. Iniziare una strada verso Se stessi in punta di Penna.

Ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient’altro. Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia.

Agota KRISTOF

La scrittura è un ponte. Un ponte che collega le nostre parole alle nostre emozioni e che permette che le une cambino le altre e, insieme, cambino il ponte. Sulle prime ci muoviamo in equilibrio precario, in bilico su un ponte tibetano. Le due rive appaiono lontanissime, a mala pena riusciamo a vedere dove il nostro flebile ponte di parole voglia arrivare. Poi, lentamente, scorgiamo qualcosa, impariamo a riconoscere il profilo della riva, la vegetazione, le costruzioni, i colori. Passando da un lato all’altro del ponte impariamo a cambiare le cose. Ogni volta, linea dopo linea, il collegamento tra le due rive si fa più forte e il ponte massiccio. Non solo. Le rive si avvicinano, le distanze fanno meno paura e impariamo ad amare quello che vediamo.

La scrittura è un ponte che ci accompagna verso noi stessi. Aiutandoci ad amarci.

E’ la richiesta di ogni essere sulla faccia di questa terra. Essere amati.

“Voglio essere amato!” Impreco contro il cielo, maledico tutto ciò che mi hanno insegnato, i sani principi morali che hanno cercato di instillarmi: la moralità, la facoltà di scelta, la dottrina, le preghiere, le maniere signorili… Tutto sbagliato. Tutto senza scopo. Tutto si riduce a questo: o muori o ti adatti. Mi immagino cadavere, il volto vuoto e una voce eterea che mi esce dalle labbra: “Sono tempi terribili, questi.”
Bret EASTON ELLIS, American Psycho

Ognuno nasce con il bisogno di essere accettato per come è. Ma non tutte le storie personali possono dire di trovare pienamente risposta a questa, pur semplice, necessità. Per conflitti, problemi, patologie, difficoltà molte madri e molti padri non riescono a guardare i loro bambini con l’amore, la tenerezza, la sicurezza di potersene prendere cura di cui ci sarebbe bisogno.

Si impara presto, quindi, a credere di non essere amabili, di non essere accettabili. Con il tempo ci addestriamo a non amarci e accettiamo, a volte ci aspettiamo, che nessuno lo faccia. Qualcuno arriva a pensare di non meritarlo, altri si abituano ad essere ammirevoli, perfetti nel tentativo di attirare lo sguardo degli altri, ma restano lontani dall’idea di poter essere amati come sono.

Man mano che dimentichiamo i nostri bisogni, ci allontaniamo dalle nostre vere necessità emotive e ci impediamo di fare scelte realmente personali, tutte nostre. La cosa peggiore? Arriviamo a credere che sia bene così, che non ci sia altra possibilità. E nascondiamo le nostre emozioni.

A volte la strada per tornare a casa la troviamo in punta di penna.

Spesso, nella mia pratica privata come terapeuta, lavoro con la scrittura. Si tratta di ricostruire storie a partire da un piccolo frammento, risalire poi insieme la corrente fino a riuscire non solo a dominare gli effetti del malessere ma a risolvere le cause che lo hanno reso possibile. Un lavoro duro, non senza dolore, che accompagna le persone a riprendere il posto che meritano nella vita, il loro.

In un contesto pur diverso, protetto dalla presenza del gruppo, con gli esercizi proposti da Scrittura Nuda, possono toccare emozioni nascoste. Ognuno a suo modo, prende a camminare verso di sé o apprende qualcosa di nuovo su sé stesso, le proprie risorse e le proprie emozioni. Man mano che si scrive della propria vita ma anche quando lo stimolo proposto non sembra direttamente legato a questo, si arriva a comporre, passo dopo passo, la strada che porta ad accettarsi e a sentirsi reali e autentici nel proprio presente.

La scrittura, specie nelle occasioni in cui questa si fa automatica, riesce a mettere la persona in contatto con avvenimenti ed emozioni importanti, semplicemente dando spazio alle parole che di getto vanno ad occupare il loro posto sul foglio, attingendo i contenuti in profondità senza avvedersene.

Si torna a casa passando su quel ponte che abbiamo costruito, più ricchi di occasioni. Perché imparare a scrivere di sé ci avvicina sempre a noi stessi. Rendendoci infine capaci di abbracciare quello che vogliamo essere e non quello che pensavamo di dover sembrare.

Imparare ad amarsi è un percorso lungo, certamente non è un singolo esercizio o incontro a poter cambiare totalmente le parole che usiamo verso di noi, ma partire alla scoperta di sé è da sempre l’avventura più bella che abbiamo la possibilità e il dovere di vivere. Scrivere è un ottimo modo per mettersi in viaggio.

ARTICOLO A CURA DELLA DOTT.SSA MARZIA CIKADA, PSICOLOGA, PSICOTERAPEUTA, BLOGGER.

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2 pensieri su “Scrivo Ergo Mi accetto. Iniziare una strada verso Se stessi in punta di Penna.

  1. ilMioMondoNuovo ha detto:

    Quanto dite l’ho provato sulla mia pelle: in un periodo di crisi personale ho elaborato dei racconti dove, quasi senza accorgermene, ho riversato molto di me stessa.
    E piano piano ho sbrogliato tante matasse. Mettere nero su bianco sè stessi aiuta a osservarsi e, lentamente, amarsi.

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    • Dott.ssa Veronica Barsotti ha detto:

      Grazie, per la tua testimonianza. Scrivere fa sempre bene, se guidati i risultati sono ancora maggiori perché aumenta l’attenzione alla parola, che oltre che sfogo, diventa traccia.

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