Con Carta e Matita. Cose da sapere prima di mettersi in viaggio nella Scrittura

Non c’è agonia peggiore di avere una storia non raccontata dentro di te.

Maya ANGELOU

Scrittura Nuda parla di storie. E di persone che le scrivono. La maggior parte delle volte, sono proprio le stesse persone ad aver vissute le storie che raccontano. Noi le raccogliamo, con cura. Facendo caso a tenerle con delicatezza, che alcune sono più fragili di altre. Lo scrivere è mettere insieme emozioni e parole, creare qualcosa di nuovo e arricchente. Ma come ci si prepara a questo viaggio?

In queste settimane ci sono arrivate molte domande. Molte di queste erano legate a come trasformare la scrittura in una abitudine che fa bene. Altre erano più legate a dubbi su se stessi come potenziali partecipanti all’avventura dello scrivere. Come ci fossero caratteristiche necessarie per poter scrivere di se stessi, oltre all’esserlo. Spero che ogni domanda abbia trovata la risposta capace di soddisfarla, si è fatto del nostro meglio.

Qui voglio raccontare alcuni punti importanti che sono SEMPRE validi  quando ci si mette in viaggio nella scrittura come strumento per conoscersi e ri-conoscersi.

LE GIUSTE CIRCOSTANZE

Se decidiamo che scrivere sia la strada da percorrere per arrivare fino a noi stessi, ci chiediamo quali siano le condizioni e circostanze in cui questa si debba presentare. Quando scrivere? Dove? La verità è che non ci sono regole buone per tutti. Come sempre. Il QUANDO ognuno deve trovarlo ascoltando le proprie necessità e guardando al possibile nella propria realtà. Molti scrivono la notte, molti riescono al mattino appena svegli. Se vogliamo coltivare lo spazio delle parole, dovremo capire quando ne abbiamo. Definire un momento e creare le proprie personali regole. Un poco di sana disciplina, di ritualità dello scrivere aiuterà. Non possiamo dedicarci a scrivere una volta ogni tanto, sarà uno sfogo ma non un reale impegno con noi stessi. Per scrivere di sé ci vuole un TEMPO non possiamo metterci in contatto con noi stessi in pochi minuti.

Ogni qualità va allenata e ogni allenamento necessita di una certa disciplina.

E’ necessario sentirsi a proprio AGIO, nello spazio e nel proprio corpo. Meglio se scriviamo con la giusta temperatura, per poter rilassare il corpo e in un posto che ci piace. Che concilia il pensiero e l’abbandono. I LUOGHI della scrittura sono molti, ma ognuno di noi ha il suo posto speciale. Condizioni migliori sono il silenzio e l’assenza di disturbo (telefono, pc, tablet, chat, amici). Salvaguardiamo il nostro momento, proteggiamone la tranquillità.

E cosa dire degli ARNESI DEL MESTIERE? Carta e penna sono importanti. Io, per esempio, scrivo al meglio con alcune penne mentre con altre faccio fatica a capire la mia stessa scrittura. Capita a tutti. Tra gli scrittori molti avevano i loro immancabili compagni. Per Jack Kerouac era il suo taccuino tascabile, Vladimir Nabocov usava una Eberhard Faber Alanera 602, Dylan Thomas una stilografica Parker 51 e via dicendo. Sappiamo quale è la penna che preferiamo? E la carta che ci fa sentire più a casa? Il foglio bianco o le righe? Domande piccole che ci possono essere grandemente utili.

 Scrivere non mi ha salvato la vita […] ma ha continuato a fare quello che aveva sempre fatto: rendere la mia esistenza un luogo più luminoso e più piacevole.
Stephen KING

LE GIUSTE QUALITÀ

Io posso scrivere? Per iniziare una nuova avventura capita ci si debba dare delle vere e proprie AUTORIZZAZIONI. Senza accorgercene ci chiediamo sempre il permesso di fare le cose. Per innamorarci come per ridere o accontentarci, ognuno secondo i suoi miti e i suoi fantasmi. Capita anche con lo  scrivere di sé. Siete certi di averle tutte? Di solito ci si blocca, in loro assenza, al suono di “non mi viene in mente niente” o “non sono capace” ma è quasi impossibile, scrivo quasi per delicatezza, non avere nulla da raccontare e scrivere. Se siete qui qualcosa da dire lo avete già solo per il fatto di esistere. Inoltre, non si deve essere scrittori per poter scrivere. La paura del giudizio, il desiderio di apparire in un certo modo, che qualcuno leggendo dica “quest* sì che sa scrivere” ci blocca. Ma gli ALTRI devono essere messi alla porta, rimanere con noi stessi e scrivere per noi stessi. In fondo siamo sempre i peggiori censori possibili. Dovremmo invece capire che scrivere bene significa poco, quando si scrive per sé aprendosi in modo autentico, possiamo scommetterci: stiamo scrivendo bene!

E se siamo più che adulti e non lo abbiamo mai fatto? Ho una buona notizia: la scrittura non scade,  non è mai troppo presto o troppo tardi.

Sapete una altra meraviglia dello scrivere? Tutto è lecito in amore e guerra, e la scrittura contempla entrambe le situazioni. Quindi non facciamo troppo caso a come e cosa scriviamo. Possiamo scrivere MALE, non avere musicalità, scrivere parolacce, non far caso alla punteggiatura, scrivere come parliamo tuttodunfiatosenzarespiro. Come dicevamo qualche post fa, perché tutto assuma significato dovremo poi solo RILEGGERE e FARE DOMANDE.

SI PUO’ cambiare argomento mentre si scrive, passare dal passato al presente e viceversa finendo nel futuro o in un altro passato, possiamo mettere su carta gli improperi che non ci permettiamo, lamentarci o lodarci anche se [proprio perché]solitamente facciamo il contrario, possiamo chiedere scusa o tirare un pugno, partire da un prato di margherite dell’infanzia e ritrovarci nel grigio ufficio dove abbiamo passato gli ultimi fine settimana, iniziare rievocando il gioco della trottola che facevamo bambini e finire con lo scrivere un Whatsapp a quell’uomo incontrato solo ieri sera, riempire pagine e pagine di dettagli pregni di senso, odori, colori, sfumature e chiudere un anno della nostra vita in una sola frase (“Per i successivi 365 giorni non è successo niente”).

Viviamo e respiriamo parole.
Cassandra CLARE

LE GIUSTE MOTIVAZIONI

La parola cuce gli strappi del passato, rende più caldo e accogliente il nostro presente, ci invita a vivere un futuro di possibilità luminose. Ma dobbiamo sapere cosa vogliamo e quanto siamo disposti a far fatica. Serve MOTIVAZIONE perché, quando si inizia a lavorare su se stessi, potrebbe capitare, specie nelle sedute individuali o in un percorso terapeutico, che si stia peggio di prima. All’inizio e se non siamo abituati, le emozioni sono struggenti, piene, dolorose. Si impara con il tempo a LASCIARSI ANDARE a seguire i nostri pensieri e le emozioni che avevamo trascurato, si liberano le parole che non si potevano dire, ci si innamora della propria vita, ridendo anche delle proprie imperfezioni. Ma prima di iniziare a scrivere sarà importante avere chiaro il proprio PER. Ne offro alcuni su cui riflettere.

SCRIVERE PER ….

fare pulizia di quanto non voglio più tenere con me, 

esserci senza paura, piacersi senza vergogna, spudoratamente,

mostrarmi per come sono, sorridendomi finalmente allo specchio,

liberarmi dalla morsa del passato,

per dare dignità e voce a chi è stato seppellito dietro un gesto di non amore,

per chiedere scusa a chi ho ferito e grazie a chi non ho saputo apprezzare (o solo lo si vuole fare ancora e meglio)

rivivere la vita e darle un senso nuovo…

 

E TU? PER QUALE MOTIVO VUOI SCRIVERE?

 

ARTICOLO A CURA DELLA DOTT.SSA MARZIA CIKADA, PSICOLOGA, PSICOTERAPEUTA, BLOGGER.

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2 pensieri su “Con Carta e Matita. Cose da sapere prima di mettersi in viaggio nella Scrittura

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