Scrivere per non confondersi -Scrittura e Autoriflessione

Se di me non parlo

e non mi ascolto

mi succede poi

che mi confondo.

Patrizia Cavalli , Poesia

Dopo tanto andare avanti, dopo aver superate le prove della vita, dopo aver tenuto duro, ci si può sentire confusi.

Come ci si manca alle volte. Può capitare di guardarsi e non capirsi più. Restare in contatto con noi stessi tutto il tempo è una missione complessa. Eppure è anche una soddisfazione che sa di buono e ci permette di ridisegnare, man mano che cambiano, i confini della nostra storia. Perchè con il tempo è normale che cambino i confini che credevamo definiti. Cambiano gusti, desideri e bisogno. Anche i sentimenti che abbiamo giurato sarebbero stati sempre uguali, possono prendere a zoppicare. Bisogna riprendere le misure di se stessi, la misura dei sorrisi, come la profondità delle lacrime. Come bravi cartografi abbiamo bisogno di scrivere, prendere nota, misurare.

Solo così possiamo tracciare la linea tra oggi e ieri, tra ieri e domani. Tutto per essere meglio nel nostro presente. Mentre siamo presi a vivere, non abbiamo sempre il tempo di riflettere su quanto ci accade. Le emozioni, i pensieri e a volte i nostri stessi bisogni, tendono quindi a sparire, ingoiati dalla fretta, dall’ansia quotidiana, da quanto è “da fare”. Il nostro mondo interiore diventa evanescente, difficile renderlo consapevole. Non riusciamo a fermarne i vissuti e  il colore emotivo di questi.

Rischiamo così di perdere alcune tappe della nostra crescita, alcuni momenti della nostra vita non meno importanti di altri. Presto, il tempo farà il suo lavoro e renderà sbiadite quelle emozioni che non ascoltiamo, rendendole difficili da ricordare alla memoria. Che siano buone o meno buone, piacevoli o sgradevoli, si nasconderanno alla nostra vista senza che ci si renda conto di quanta vitalità, nostra sempre e solo nostra, queste contengano.

Scrivere ci permette di ritrovare quanto si pensava perduto e con un sorriso rifarlo nostro

Nel momento in cui ci mettiamo seduti, la penna pronta a fare il suo dovere e ci concentriamo sullo scrivere quanto ci è accaduto, consentiamo ai fatti e alle emozioni, di uscire allo scoperto, di rendersi raccontabili. Costruiamo così una base che ci lega a noi stessi, un posto dove possiamo far visita se ne avremo bisogno per ricordare e che, nel presente, ci permette di elaborare il senso più profondo di quanto abbiamo vissuto. Ognuno ha bisogno di raccontarsi per dare senso e unità agli eventi della sua esistenza, per prenderne poi la distanza dopo averli attraversati in piena consapevolezza. Ma non stiamo parlando di un diario, che mette su carta, a caldo, l’emozione che proviamo, il nostro presente. La scrittura autobiografica, in questi casi, ci permette di scegliere quel singolo episodio, quel momento della vita che abbiamo lasciato andare prima che sia troppo lontano. Ci si avvicina, in questo modo, a quanto pur avendolo vissuto, non abbiamo completamente conosciuto.

Io davanti allo specchio. Scriversi una lettera per riconnettersi con la propria storia.

Quando la parola detta si trasforma in quella scritta, si compie una trasformazione non da poco. Prendendo le distanze da noi stessi, ci si scopre sempre più auto-riflessivi. Si apprende, in altre parole, a riflettere su quanto abbiamo vissuto, trasformando la parola in iter, in strada che ci forma, che ci rende più consapevoli. Come un paio di occhiali che lentamente, man mano che li indossiamo, ci aiutano a mettere a fuoco dentro di noi. 

Ci sono momenti in cui è bene riprendere le fila delle proprie emozioni.  Scrivere di quel momento in cui qualcosa, una parte, tutto è cambiato e recuperare l’immagine di noi stessi allora diventa necessario per capire noi ora. Riallacciare i legami con la nostra storia per essere più presenti oggi. Un bisogno di intimità emotiva con noi stessi, che ci porta a toccare quello che abbiamo provato, a collegare quello che avevamo lasciato passare, a riscoprire la tenerezza per le nostre palpitazioni, i nostri timori, la nostra allegria.

Intraprendere una corrispondenza con noi stressi, diventa un piccolo, inestimabile viaggio dentro la nostra storia e le nostre emozioni.

 

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