Scrittura Nuda cambia la vita? Noi pensiamo che…

Nulla è sicuro, ma scrivi.
F. Fortini

Scrittura Nuda riceve domande. E a noi piace rispondere.

Lo facciamo sempre e più in fretta che possiamo. Stavolta chiedo scusa. Perchè a questa domanda, che mi sembra davvero molto importante accogliere, non avevo ancora risposto dallo scorso anno. Va bene, sono solo una manciata di giorni a ben guardare, ma mi piace ringraziare chi ha avuta la pazienza dell’attesa. La domanda era tra altre domande (che hanno trovata immediata accoglienza). Ed era più o meno questa:

” E’ da tutta la vita che scrivo; agende, diari, quaderni, lettere, lettere mai spedite, cartoline, poesie, canzoni. Quindi SO quanto fa bene scrivere e non ho alcun tipo di blocco nel farlo. Secondo te, mi può servire ugualmente il vostro corso? Cos’ho di più da imparare?”

Ora, capirete che non era possibile rispondere un banale (e commerciale) “Ti serve sicuramente” e quindi mi sono presa un poco di tempo per riflettere con voi, parola dopo parola, nero su bianco.

Cosa ci serve veramente?

In terapia, visto che chi scrive è una psicoterapeuta userò la mia esperienza (abbiamo mai altro su cui basarci per rispondere?), si hanno degli obiettivi precisi e si lavora su questi. Il “COSA MI SERVE” nasce lentamente, togliendo quanto ci avevano fatto credere necessario e quello che avevamo creduto lo fosse davvero, aggiungendo i nostri veri bisogni, ripuliti di inutili orpelli. Raramente posso dire di sapere cosa veramente sarà utile alle persone che incontro, se togliamo la mia piena attenzione e la mia competenza. La terapia serve anche per comprendere cosa veramente abbiamo necessità di portare con noi,  facendolo nostro pienamente.

Negli incontri di scrittura nuda non si fa terapia, eventualmente si comprende meglio quali sono alcuni dei punti a noi cari, quale parte della vita ci pulsa più forte dentro, quali sono le parole che dobbiamo imparare ad usare meglio. Ogni parola nasconde un mondo e può essere usata in mille modi. Si esce da un laboratorio con qualche emozione che brilla più di altre e che ci conduce (avete presente la Stella Cometa?) dove è bene che si arrivi. Poi sarà una scelta individuale quella di seguire la strada o, semplicemente, sedersi a rimirarla. Da Scrittura Nuda si esce con degli stimoli che ognuno potrà poi decidere di approfondire in sedi altre o solo godersi per quello che hanno mosso durante l’esperienza.

Per chi non conosce il buono della scrittura (o prova per la prima volta questa esperienza) è per utile imparare come la concentrazione che si sviluppa scrivendo, l’impegno verso la pagina ci permette di raggiungere una serie di obiettivi: fare ordine, sintetizzare con chiarezza, definire, rielaborare, scoprire, concentrarsi su aspetti nuovi di una storia che si credeva già raccontata.

Per chi ha imparato a scrivere come aiuto, i valori aggiunti sono diversi. Primo, abbiamo qualcuno che tiene il ritmo, che ci racconta come fare, che gioca con noi con la penna in mano sempre rispettando quanto avviene durante il laboratorio. Gli esercizi apparentemente più lontani dalla scrittura autobiografica, come la immaginiamo, riescono ad accompagnarci a toccare aspetti nuovi di episodi passati.

 

Condividere cambia la prospettiva che usiamo per guardare le cose.

La forza di Scrittura Nuda non sono solo le conduttrici, anche se diciamolo ce la mettono tutta, la forza è il GRUPPO. Perchè quando la nostra esperienza incontra quella degli altri possono svilupparsi delle alchimie che hanno in loro stesse il potere di cambiare qualcosa. Anche solo scoprire che ci sono momenti della vita che pensavamo noiosi e invece chi li ascolta con noi per la prima volta si alza e ci fa i complimenti, o anche, riuscire a leggendo quanto si è elaborato nonostante le nostre emozioni siano sempre rimaste chiuse in un cassetto che nessuno ha mai aperto, nemmeno noi. Condividere ci rende ricchi in una maniera nuova se riusciamo ad usare il gruppo come un amplificatore dei nostri vissuti e non un palcoscenico da cui lanciare un monologo. I gruppi migliori si aprono all’ascolto dell’altro con la stessa delicatezza con cui vorrebbero fossero ascoltate le proprie paure, con gentilezza e attenzione ai contenuti fragili. Quando un gruppo funziona al meglio, anche il silenzio insegna qualcosa di nuovo.

La quantità di persone che scoprono gli altri attraverso un cesellare continuo di versi e di frasi, di sensibilità di scrittura e di svelamento di se stessi e di ascolto degli altri è sempre più ampia. E non c’è niente da fare: l’intensità non passa più dai canali tradizionali, ma passa dalla condivisione del vissuto e del privato.

Roberto Cotroneo

Ogni incontro ci insegna qualcosa. Che sia con noi stessi o con l’altro.

Un buon incontro è di per sé una esperienza che riempie, stimola e fa crescere. Alcuni aspetti li riconosciamo subito, altri, come certi film, arrivano dopo, quando il nostro cervello ha fatto le sue elaborazioni e ci regala qualche connessione in più.  Alcuni spunti tecnici, esercizi ripetibili, possono diventare una routine, utile per fare pulizia e accogliere certi momenti personali. Ma ci sembra d’obbligo ricordare che non si tratta di una master di formazione, ma di una esperienza personale che ci avvicina a noi stessi, dandoci degli strumenti che sarà il singolo partecipante a decidere poi come utilizzare, se approfondire con una delle conduttrici nel caso o lasciare da parte in attesa di un momento successivo.

Una bella avventura serve sempre. Ho imparato più da alcune passeggiate nei boschi da sola che da alcuni lezioni universitarie. Alcuni sconosciuti mi hanno saputo regalare un nuovo sguardo su quello che credevo di sapere, meglio che esimi professori a cui avevo dedicato tante aspettative. Certi libri mi hanno illuminata ed è stata una sorpresa. Alcune esperienze scelte al volo mi hanno insegnato cose che hanno arricchito la me persona e la me professionista. Certo ci piacerebbe essere una di quelle esperienze, a questo fine mettiamo a disposizione competenza e attenzione.

Esiste una certezza che le vostre aspettative saranno soddisfatte? No. Di certo quello che facciamo, lo facciamo con cura e passione ma non potrò mai essere sicura che Scrittura Nuda sia perfetto per tutti. Certamente non ha controindicazioni, ma potrebbe essere che non vi cambierà la vita. Potrebbe, di questo sono certa, renderla più interessante per un pomeriggio e potreste imparare qualcosa di nuovo di voi, di come funzionate con la penna in mano, di come interagite  con gli altri.

E quindi…la mia risposta?

Come mi piacerebbe averne una capace di sbalordirvi tutti. Potessi averla netta, chiara e sfrontata. Ah! Come mi piacerebbe rispondere SI o NO o una qualche forma ben strutturata dei due insieme. Ma mi viene sempre il mio miglior DIPENDE, e questo incessante bisogno di essere coerente che mi fa dire che alla fine, la scelta è sempre della persona e io di certo non mi sostituisco a nessuno. Ci metto tutte queste informazioni in più e poi vediamo. Non dimentichiamo che esperienze come questa quando funzionano bene davvero, lo fanno per un mix di elementi e variabili che conta tra loro un qualcosa di indefinito che in altri contesti chiameremmo “magia”.

Voglio che la scrittura mostri come sono complicate le cose e sorprendenti. Voglio emozionare i lettori, ma senza trucchi. Voglio che pensino sì, quella è vita. Perché è la reazione che ho io di fronte alla scrittura che ammiro di più. Una sorta di meraviglioso sbalordimento.

A. Munro

 

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