Un “boh” pieno di stupore

“Il possesso della conoscenza non uccide il senso di meraviglia e mistero.
Anaïs Nin”

Due parole, o forse poche di più, sul laboratorio di sabato 1 aprile a Roma.

A me e a Marzia è venuto da pensare che quando un progetto è elaborato con cuore e consapevolezza (e ci piace pensare anche professionalità e competenza) non importa se hai cambiato data all’ultimo momento per cause di forza maggiore,  non importa se si svolge in pieno centro o in cima ad una montagna, perché i risultati saranno sempre meravigliosi.

Per noi è stato un incontro speciale, come le altre volte, ma sempre diverso, sempre nuovo. Nuove storie, nuovi volti, nuovi abbracci finali, nuove lacrime e nuovi sorrisi ad amalgamare il gruppo e noi conduttrici, senza essere “colla” – come ci ha ricordato una delle partecipanti.

Sono stati trattati diversi temi e nuovi spunti a più voci hanno permesso di rielaborare, masticare, mollare pesi passati e mettere in prospettiva nuove idee; di imparare a prendere per mano la propria ansia ed accompagnarla fuori, che un po’ d’aria fa bene anche a lei.

Abbiamo imparato che respirare è l’azione che ci tiene in vita e quella che ci segnala quando fermarci, un gesto semplice, che diventa molto complicato quando pancia e cervello non dialogano.

Le paure le abbiamo guardate, abbiamo sprimacciato lenzuoli lisi di fantasmi che per troppo tempo terrorizzavano nel buio dei ricordi. Abbiamo scoperto che ci si può concedere di essere troppo e che la felicità non è mai frutto della fortuna, ma del sudore; che non c’è NOI senza impegno e dedizione e fatica.

Abbiamo compreso che la vita è una scalata su una montagna di seimila metri in Sud America, in cui spesso si è mal equipaggiati e in cui è solo la nostra forza di volontà che ci permette di dosare forza, equilibrio, volontà e coraggio per arrivare sulla vetta e godersi anche le vertigini del viaggio.

Che a chiedere aiuto s’impara e che a dire di no si fa del bene a noi e a chi ci sta intorno.

E, soprattutto, che lo stupore ci sorprende in momenti, luoghi, volti ed esperienze, se solo noi ci concediamo di osservare la realtà con occhi nuovi.

Ancora grazie, con tutto il cuore.

Dell’immensità di Roma, stavolta, ci ricorderemo il calore e la forza delle parole che avete condiviso tra voi e con noi.

Veronica e Marzia

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