Come fosse La Prima Volta – Scrittura degli Inizi

 

Il verbo adatto alla gioia: cominciare.
Peter Handke

 

La bellezza degli inizi è innegabile. E’ facilissimo averne riprova, proviamo a rammentarle insieme? La prima volta che siete saliti su una bici, la prima volta che avete baciato, la prima volta che avete volato o visto nascere una vita. Le ricordate? Molto probabilmente si. E insieme all’immagine, sale in fretta alla mente la sensazione emotiva che vi è legata. Allegria, malinconia, tristezza, rabbia, paura, gioia. Sono tutte emozioni importanti per la nostra crescita e consapevolezza.

Per questo è bene tenerle a mente. Attraverso la scrittura è possibile lavorare su diversi aspetti della memoria, coinvolgendo le emozioni che in determinati ricordi sono conservate. Infatti, possiamo, non solo dare voce ai ricordi rievocandoli ma riportare al presente l’emozione che a questi è legata e renderla più nostra, presente, o elaborata, quindi libera di lasciarci (e noi di farci lasciare).

 

Il PRIMA è l’inizio di ogni DOPO

L’entusiasmo con cui ci affacciamo ad una nuova esperienza è una carica che ci arriva dritta al cuore. Scrivere ci aiuta a tornare a quella carica, a ricordare l’energia che abbiamo dentro di noi quando siamo in procinto di vivere un momento per noi nuovo.

Esempio. Pensiamo di non poter più provare l’entusiasmo che sentivamo la prima volta che siamo usciti di casa da soli per fare una commissione. Ma quell’entusiasmo è ancora lì. Proviamo a scrivere come ci sentivamo. Cosa era successo quel giorno, cosa sentivamo in quel preciso momento. Un misto di adrenalina e tensione, un solletico pieno di entusiasmo a scoperta. Cosa significava per noi quel momento?

Allo stesso tempo, tornare a prime esperienze anche non del tutto gradevoli e ben riuscite, ci permettono di prendere appunti per quelle che verranno dopo. Possiamo costruire un dopo migliore partendo da un prima negativo.

Esempio. Il primo colloquio di lavoro andato male, cosa è successo? Prima di tutto: come ce lo raccontiamo? Proviamo a scriverlo, in soli 5 minuti, di getto. Dopo averlo fatto, rileggiamo. Ora proviamo a farci delle domande (se ci sono persone intorno di cui ci fidiamo, proviamo a vedere a loro che effetto fa il nostro “racconto”). Stiamo dando la colpa a qualcuno? Per esempio, da quanto abbiamo scritto, l’intervistatore risulterebbe prevenuto. Ma è stata davvero tutta colpa di chi era di fronte e noi o abbiamo giocato un ruolo fondamentale nel come sono andate le cose? Come ci eravamo preparati? Che emozioni sentivamo? Ci sentivamo davvero pronti? Era il lavoro che sognavamo? Siamo andati spinti da qualcuno? Cosa avrà pensato di noi il reclutatore? Sono tutte domande che possono aiutarci a capire meglio cosa sia accaduto, non per farne un thriller da risolvere, ma per comprendere come abbiamo costruito la nostra verità in merito.

Gli INDIMENTICABILI INIZI

Nell’estate 2016 usciva questo articolo su Focus che riportava i risultati di una piccola indagine legata alla campagna social #PrimoMorsoDay, giornata, commerciale, dedicata alle prime volte indimenticabili. Su 4500 italiani, attraverso l’analisi dei loro pareri (metodologia WOA cioè, appunto, Web Opinion Analysis) monitorati online, si è scoperto quali sono le “prime volte” indimenticabili per gli italiani. Riporto in seguito, come da articolo, la TOP TEN:

1) IL PRIMO AMORE

2) LA NASCITA DEL PRIMO BAMBINO

3) LA PRIMA VITTORIA

4) IL PRIMO MORSO A UN NUOVO CIBO

5) IL PRIMO VIAGGIO SENZA LA FAMIGLIA

6) IL PRIMO MATRIMONIO

7) IL PRIMO BACIO

8) LA PRIMA MACCHINA

9) LA PRIMA VOLTA ALLO STADIO

10) IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Senza soffermarci sull’iniziativa, non c’è dubbio che sono tutti momenti a ragione importanti nella vita di ognuno. Lavorare sulle prime volte, ci sofferma sugli inizi dell’esperienza consapevole, momenti che hanno contribuito a costruire la nostra identità. Sono momenti in cui abbiamo realizzato un progetto (la macchina, andare allo stadio etc) legato alla libertà come alla passione.

Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza
si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora
N. Fabi “Costruire”

Le prime volte disegnano la nostra  vita, il nostro percorso come persone libere di essere, che cercano di essere indipendenti, autonome, amate. Scrivere su questi singoli aspetti, ci riporta a una immagine di noi più consapevole e reale e restituisce anche valore alle nostre scelte quotidiane, che forse nel tempo hanno perso di forza emotiva (non guidiamo più come facevamo allora quel vecchio catorcio di seconda mano, magari di una vecchia zia, che però per noi voleva dire  l i b e r t à !).

La prima volta ha sempre un posto importante nei nostri laboratori.

Molti esercizi su cui abbiamo lavorato, sono il frutto della riflessione sul potere della “Prima Volta che…”

Perchè nella “prima volta” risiede un potere particolare. In quel primo slancio verso un futuro che non si conosce, trova posto il meglio di noi, il sogno di quello che vorremmo, il desiderio di farcela, la paura che ci stimola ad andare avanti, il timore di quello che non si conosce e la consapevolezza di voler rischiare per arrivare dove vogliamo. Come potremmo non dare voce a tutto questo? Dal primo bacio al primo viaggio in aereo, le prime volte ci costruiscono e da loro possiamo imparare molto, per questo meritano attenzione.

Senza dimenticare che però, dopo il primo passo, il nostro viaggio deve andare avanti.

 

 

ARTICOLO A CURA DELLA DOTT.SSA MARZIA CIKADA, PSICOLOGA, PSICOTERAPEUTA, BLOGGER.

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